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Legge sulle scuole di disegno (1845)

Con la regolamentazione delle scuole di disegno (legge 13 giugno 1845) il Canton fa un importante passo in avanti sulla strada della costruzione di un sistema scolastico elementare e postelementare-professionale in grado di dare un contributo allo sviluppo del paese.

Legge in pdf (sezione V della raccolta generale del 1847)

Convenzione tra il Canton Ticino e l’Imperatore d’Austria sul Collegio elvetico di Milano (1842)

Nella convenzione l’Impero austriaco riattualizza le condizioni d’accesso degli studenti provenienti dai Cantoni cattolici della Svizzera al Collegio elvetico, un’istituzione la cui storia risale a Federico Borromeo (vedi l’articolo nel Dizionario storico svizzero).

La convenzione del 1842 è dunque una curiosa traccia della “politica universitaria” del giovane Canton Ticino della prima metà dell’Ottocento che si preoccupa di trovare delle possibilità di studi superiori per i suoi giovani.

Convenzione in pdf

Programma della scuola normale di educazione domestica (1945)

Questa formazione per docenti era rivolta a sole donne. Rispondeva al bisogno di avere delle docenti qualificate “per i corsi ambulanti di economia domestica dello Stato, per l’insegnamento della economia domestica nelle scuole professionali femminili on in qualunque altra scuola scuola o istituto in cui viene impartita tale materia” ed era posta sotto la responsabilità dell’ispettrice delle scuole di educazione domestica. La vera curiosità però sta nel fatto che questa scuola aveva la sua sede presso l’Istituto di S. Maria a Bellinzona, cioè in una Scuola privata. Più tardi, nel 1958, la formazione sarebbe stata integrata nella Scuola magistrale. 

Programma in pdf

Regolamento provvisorio per il corso di metodo (1868)

Il regolamento è uno dei documenti che regolamentano la formazione dei docenti in Ticino prima dell’istituzione della Scuona Normale a Pollegio nel 1873. In pratica, un corso di formazione che ogni anno si teneva in una città diversa ma che aveva sufficiente stabilità (insegnanti, contenuti della formazione, regolarità nello svolgimento) da meritarsi nel regolamento stesso l’appellativo di “scuola”. La base legale di questo regolamento è la legge scolastica del 1864. 

Regolamento in pdf

 

Le lezioni di Giovanni Nizzola per il Corso di metodica (1867)

Giovanni Nizzola (1833-1927) è stato un uomo di scuola tra i più importanti dell’Ottocento ticinese. Insegnante in varie scuole, ispettore scolastico, direttore delle scuole comunali di Lugano e membro della Commissione cantonale degli studi, ha percorso il tipico cursus honorum del secondo Ottocento.

Il Compendio delle lezioni sull’insegnamento dell’italiano e della calligrafia, di cui proponiamo qui la terza edizione del 1872, è frutto del suo insegnamento nei Corsi di metodica (nei quali sino alla fondazione della Scuola Normale nel 1873 si formavano i maestri ticinesi). La loro importanza sta nel fatto che codificano una didattica dell’insegnamento simultaneo di lettura e scrittura che si discosta da quella di origine austriaca che prevedeva l’insegnamento separato delle due con supporti didattici diversi (l’Abecedario e il Libretto dei nomi per leggere, gli Esemplari di calligrafia per scrivere). Il metodo proposto dal Nizzola invece propone un uso attivo della lavagna e un insegnamento che fosse il più possibile fondato sull’apprendimento attivo da parte dei bambini.

Il Nizzola è autore di numerosissimi altri libri di testo che spaziano dall’aritmetica all’italiano. Si possono segnalare in particolare un Abecedario molto fortunato,  gli Esempi di calligrafia e gli Elementi di tenuta dei registri. Suo è anche un interessantissimo adattamento del Libretto dei nomi, un esempio particolarmente interessante della sopravvivenza di questo genere sin verso la fine dell’Ottocento (Libretto in pdf). 

Il Nizzola è stato anche uno storico della scuola pubblica in Ticino (link).

Carta della Repubblica elvetica

Questa carta geografica è dello stesso anno in cui il Ticino diventa quello è oggi, una Repubblica e Cantone. La carta geografica è stata probabilmente pensata per uso scolastico, in ogni caso in alto a sinistra leggiamo: “In questa nuova carta formata perché serva alla Storia svizzera del Sig. Prefetto Mallet si comprendono li diciotto Cantoni della nuova Repubblica, i paesi che ne sono stati distaccati e quelli che vi sono stati aggiunti.” Il manuale scolastico con cui questa carta doveva essere usata è la versione francese della Schweizer Geschichte di Johannes von Müller, opera di Henri Mallet, fratello dell’autore della carta.

Carta in pdf

Legge scolastica del 1804

Approvata appena un anno dopo che il Ticino si era costituito in Cantone, questa legge prescrive poche cose (che nei tre decenni successivi il Cantone non sarebbe nemmeno riuscito a imporre): una scuola in ogni Comune, l’obbligo di frequenza per i fanciulli di ambo i sessi, un programma minimo di insegnamento (leggere, scrivere e far di conto). Rimane però negli annali per il suo valore di prima legge scolastica del giovane Stato.

Legge in pdf

Per comprenderne il contesto va ricordato che la Costituzione elvetica del 1802 aveva stabilito  all’art. 14, pur all’interno di un quadro d’insieme che doveva essere nazionale, il principio di una certa autonomia scolastica per i Cantoni. Con l’Atto di mediazione invece la Svizzera era tornata a essere una federazione di Stati sostanzialmente sovrani. Si rendeva allora necessaria una legge scolastica cantonale.

“Manuale a carattere intuitivo” di Francesco Denti (1884)

Pubblicato nella vicina Italia, questo manuale per le scuole elementari  fa parte dei numerosi testi che negli anni dopo il 1880 promuovono il cosiddetto “metodo intuitivo”: una concezione pedagogica abbastanza poliedrica e polisemica che cerca di superare l’insegnamento meccanicistico del “leggere, scrivere e far di conto” sin lì in vigore nelle scuole e che, in una particolare accezione locale promossa dapprima da Giuseppe Curti, poi da Francesco Gianini, domina anche la scuola ticinese negli ultimi due decenni dell’Ottocento. Il manuale del Denti dà un’idea di quella che poteva essere, negli stessi anni, il “metodo intuitivo” promosso invece nelle scuole del Regno d’Italia. Non a caso l’esemplare qui digitalizzato proviene dalla biblioteca della Scuola magistrale di Locarno, dove evidentemente questo tipo di pedagogia veniva recepito con molto interesse.

Manuale in pdf