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Diverse fonti sulla calligrafia tra Otto- e Novecento

Anche in Svizzera italiana la calligrafia è una materia la cui evoluzione nei curricoli scolastici ci dice molte cose sull’evoluzione della scuola nel contesto della società. Diversi documenti conservati nella Biblioteca del DFA a Locarno lo attestano. Dell’imporsi della cosiddetta scrittura inglese testimonia un libricino di Giovanni Nizzola del 1880.  Dell’importanza dei modelli di calligrafia ottocenteschi e in particolare della calligrafia inglese nella prima parte del Novecento testimoniano un manualetto milanese del 1923 che probabilmente circolava anche in Ticino, ma anche un Quaderno-modello del 1931.

Per un approfondimento sulla questione rinviamo a uno studio di Wolfgang Sahlfeld nella rivista Forumlettura.ch

Norme per l’istituzione, l’ordinamento e il funzionamento delle biblioteche scolastiche (1967)

Redatte dal bibliotecario Pier Riccardo Frigeri su incarico del Dipartimento dell’educazione, queste “norme” sono  qualcosa a metà tra il regolamento e il vademecum. Ricordiamo che a norma della legge scolastica del 1958 (art. 115) “Ogni comune deve possedere una biblioteca scolastica e deve stanziare nel bilancio di ogni anno un credito scolastico”.  Probabilmente il documento va letto anche nel contesto della proliferazione di nuove scuole nel secondario I, con la nascita di numerosi ginnasi in particolare, con la quale si prepara quella che pochi anni dopo sarà la più importante riforma nella storia della scuola ticinese del secondo Novecento: la Scuola media. 

Documento in pdf

Istituzione delle scuole elementari maggiori (1841)

Con il decreto legislativo 26 maggio 1841 e il relativo regolamento applicativo (del 4 novembre 1841) il Ticino si dota di un ordine scolastico che nel corso del secondo Otto- e soprattutto del Novecento diventerà un cardine dell’istruzione popolare in Ticino: le scuole maggiori.

Dietro questa denominazione si nasconderanno in realtà, nei vari momenti della storia, realtà e curricoli molto diversi che però hanno in comune l’idea di non considerare conclusa la formazione di un giovane con l’apprendimento delle abilità di base (il famoso leggere, scrivere e far di conto) e di puntare alla formazione di un cittadino sufficientemente formato da poter partecipare alla vita pubblica in tutti i suoi aspetti. Solo nel Novecento le scuole maggiori diventeranno una vera scuola secondaria.

Legge in pdf (sezione IV della Raccolta delle leggi del 1847)

In un’altra legge, che fa parte dell’importante pacchetto di leggi votato dal Gran Consiglio il 9 giugno 1843 sulle scuole elementari (p. 330 della Raccolta sistematica del 1847), si chiarisce la questione del passaggio dall’istruzione elementare inferiore alle scuole maggiori.