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Legge scolastica del 1804

Approvata appena un anno dopo che il Ticino si era costituito in Cantone, questa legge prescrive poche cose (che nei tre decenni successivi il Cantone non sarebbe nemmeno riuscito a imporre): una scuola in ogni Comune, l’obbligo di frequenza per i fanciulli di ambo i sessi, un programma minimo di insegnamento (leggere, scrivere e far di conto). Rimane però negli annali per il suo valore di prima legge scolastica del giovane Stato.

Legge in pdf

Per comprenderne il contesto va ricordato che la Costituzione elvetica del 1802 aveva stabilito  all’art. 14, pur all’interno di un quadro d’insieme che doveva essere nazionale, il principio di una certa autonomia scolastica per i Cantoni. Con l’Atto di mediazione invece la Svizzera era tornata a essere una federazione di Stati sostanzialmente sovrani. Si rendeva allora necessaria una legge scolastica cantonale.

Regolamento scolastico del 1879

Questo regolamento, come anche la legge e i programmi scolastici dello stesso anno, è frutto della politica del cosiddetto “Nuovo indirizzo” (conseguente all’arrivo al governo del Partito cattolico-conservatore). Non a caso l’abbiamo riprodotto da un volumetto che riproduce Legge, Regolamento e Programmi in un’unico documento. Il Regolamento riguarda soprattutto questioni legate agli arredi delle scuole, ai doveri dei docenti e al ruolo degli ispettori, ma anche all’organizzazione delle scuole di ripetizione.

Regolamento in pdf

Decreti sulle scuole di ripetizione (1885 e 1902)

Questi decreti riguardano le Scuole di ripetizione. Già previsti dal regolamento scolastico del 1879 e implementati con un decreto del 1885,  questi corsi dovevano rimediare alle difficoltà emerse negli “Esami delle reclute” che spesso vedevano i coscritti ticinesi tra i meno preparati in Svizzera. Il secondo decreto ne ribadisce l’obbligo di frequenza e stabilisce anche le sanzioni.

Decreto del 1885 in pdf

Decreto del 1902 in pdf

Circolare del 30.10.1847

La circolare del 30.10.1847 (grado di scuola primario e secondario I), è del periodo 1830-1878. Essa fa riferimento alla circolare del  02.11.1846. La circolare non prescrive libri di testo. Fra i temi trattati troviamo il maggior coinvolgimento dei comuni nella scuola pubblica, la formazione dei maestri, i compiti degli ispettori, i lavori femminili, la nomina dei maestri, i sussidi cantonali, la frequenza a scuola e le scuole di ripetizione.

Circolare in versione PDF

Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino (1832)

Il Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino, del 28 maggio 1832, è in un certo senso il primo programma scolastico ticinese (periodo 1830-1878). Più che un vero e proprio programma scolastico, esso è però un documento di indirizzo sull’intera organizzazione della scuola, che tratta un po’ tutto dagli aspetti organizzativi (tipici di un regolamento) alle disposizioni sull’obbligo scolastico o sulla sorvegalianza delle scuole (che ci si aspetterebbe piuttosto in una legge scolastica) alle indicazioni sulle materie e sui metodi di insegnamento (che sono un tipico contenuto di un programma scolastico).

Il Regolamento non prescrive libri di testo. Esso riguarda sia le scuole elementari che le scuole maggiori e le scuole di disegno (settore primario e secondario I). Le materie d’insegnamento sono: religione, italiano, calligrafia, matematica, buone maniere, lavori femminili, educazione civica, filosofia, geografia, storia, scienze, agricoltura, diritto.

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Circolare del 18.10.1838

La circolare del 18.10.1838 (riferita a tutti e tre i gradi scolastici, primario, secondario I e II) è del periodo 1830-1878. La circolare non prescrive libri di testo e, al contempo, non fa riferimento a materie scolastiche in particolare. La circolare fa riferimento alla precedente circolare del 27.10.1837. I principali temi discussi dalla circolare sono i seguenti: miglioramento delle scuole, frequenza delle scuole, istruzione femminile, partecipazione dei comuni nella scuola pubblica, compiti degli ispettori, esami privati e pubblici, ruolo dei parroci.

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