Diretta conseguenza dell’approvazione della legge sulla Scuola magistrale (1873), questo regolamento è la traduzione pratica della prevista istituzione di un istituto di formazione per i maestri e le maestre, con sede a Pollegio. Regola numerosi aspetti della vita dell’istituto, dalla vita nei convitti (maschile e femminile) alla biblioteca, dalle mansioni di direzione e corpo docente fino ai diritti e doveri di studenti e studentesse.
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Programma esperimentale per la Scuola normale (1893)
Il documento contiene i programmi per le Scuole normali maschile e femminile ed è del periodo in cui la Scuola normale stava vivendo un importante processo di rinnovamento. La scuola maschile era diretta, fino al 1900, dal sacerdote Luigi Imperatori il quale, coadiuvato dal vicedirettore Francesco Gianini che era anche il professore di didattica, stava dando alla scuola di formazione dei docenti in Ticino l’impronta di un istituto all’altezza di un periodo di grandi riforme pedagogiche. Analogo discorso si può fare per la Scuola normale femminile diretta per un ventennio (fino al 1912) dalla direttrice Martina Martinoni, anche lei una figura di spicco della scuola ticinese tra Otto- e Novecento.
Programmi della scuola magistrale – sezione C che prepara le maestre di economia domestica (1978)
Questo programma è rimasto in vigore dal 1977 al 1986, in un periodo in cui la Scuola magistrale di Locarno formava oltre a maestre e maestri anche le docenti di economia domestica. Quella delle docenti di economia domestica era una formazione riservata a sole donne, di durata inferiore al Corso A (maestre e maestri di scuola elementare).
Programma della scuola normale di educazione domestica (1945)
Questa formazione per docenti era rivolta a sole donne. Rispondeva al bisogno di avere delle docenti qualificate “per i corsi ambulanti di economia domestica dello Stato, per l’insegnamento della economia domestica nelle scuole professionali femminili on in qualunque altra scuola scuola o istituto in cui viene impartita tale materia” ed era posta sotto la responsabilità dell’ispettrice delle scuole di educazione domestica. La vera curiosità però sta nel fatto che questa scuola aveva la sua sede presso l’Istituto di S. Maria a Bellinzona, cioè in una Scuola privata. Più tardi, nel 1958, la formazione sarebbe stata integrata nella Scuola magistrale.
Due manuali di ginnastica femminile di Felice Gambazzi (1899 e 1902)
In Svizzera, intorno al 1900, la ginnastica era essenzialmente una questione di addestramento della gioventù maschile (i futuri soldati). Tuttavia, come dimostrano questi due manuali di Felice Gambazzi, maestro di ginnastica alla Scuola normale, vi era già un interesse per la ginnastica delle ragazze, mosso da un interesse per il loro sviluppo psicofisico e la loro salute.
Programma per le scuole di economia domestica del 1959
La scuola di economia domestica era una scuola obbligatoria, femminile, del settore Secondario I. Serviva sostanzialmente a completare la formazione culturale delle ragazze che, terminate le Scuole maggiori, vi si potevano preparare al loro ruolo di future madri e spose, oppure acquisire le nozioni essenziali per entrare in seguito in una formazione professionale.
Questo programma si trova all’interno dei programmi “delle scuole obbligatorie”: la loro frequenza è diventata obbligatoria (art. 75 Legge scolastica del 1958) per le ragazze di 14 anni che non frequentano un’altra formazione.
Legge sull’insegnamento professionale del 1914
Questa legge sostituisce quella precedente del 1912 e può essere definita, con buone ragioni, come l’inizio della moderna formazione professionale nel Canton Ticino. E’ infatti la prima legge che propone un ordinamento organico di tutte le formazioni (sia maschili che femminili) che avviano a una professione, tenendo conto della legislazione federale in materia (sovvenzioni federali) e delle esistenti e possibili iniziative locali e private. Anche il settore delle formazioni dei docenti (sia dei docenti delle scuole dell’obbligo formate presso la Scuola magistrale di Locarno, sia dei docenti delle scuole professionali) è riordinato in questa legge.
Regolamento per gli esami magistrali del 1915
Questo regolamento sostituisce il precedente Regolamento per gli esami magistrali del 1904. Con la Legge sull’insegnamento professionale del 1914, erano cambiate infatti le condizioni per l’accesso alla professione di docente delle scuole elementari. La legge, mettendo formalmente sullo stesso piano chi si formava nella Scuola Normale cantonale e chi si formava negli allora numerosi istituti privati, prevedeva per entrambe le categorie lo svolgimento dello stesso esame. Prevedeva però anche, all’art. 71, che nelle Scuole Normali si svolgesse direttamente nella scuola mentre obbligava lo Stato a organizzare ogni anno due sessioni d’esami per candidati non iscritti nelle Scuole Normali. Per ambedue le categorie (ed è questa l’innovazione rispetto al 1904) prevede lo stesso programma. Da notare che le materie d’esame prescritte rispecchiano fedelmente il programma delle Scuole Normali del 1912, imponendo de facto al settore privato un curricolo obbligatorio in vista dell’esame magistrale.
Dato che in nel periodo dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino al 1931 il Ticino conosceva diverse Scuole magistrali private (cfr. in questo sito la Cartografia delle formazioni magistrali), questo documento è dunque una fonte documentale importante perché fornisce informazioni preziose sullo standard di professionalità che lo Stato richiedeva per la professione docente indipendentemente dal luogo di formazione.
Circolare del 30.10.1847
La circolare del 30.10.1847 (grado di scuola primario e secondario I) fa riferimento alla circolare del 02.11.1846. Fra i temi trattati troviamo il maggior coinvolgimento dei comuni nella scuola pubblica, la formazione dei maestri, i compiti degli ispettori, i lavori femminili, la nomina dei maestri, i sussidi cantonali, la frequenza a scuola e le scuole di ripetizione.
Circolare del 18.10.1838
La circolare del 18.10.1838, facendo riferimento alla precedente circolare del 27.10.1837, annuncia una serie di misure per il miglioramento e la frequenza delle scuole, l’istruzione femminile, il ruolo dei comuni e i compiti degli ispettori come anche dei parroci. Di particolare importanza è inoltre la richiesta ai Comuni di introdurre corsi di ripetizione per i giovani che abbiano terminato la scuola dell’obbligo: in un certo senso, è l’idea della formazione continua in un momento storico in cui questa idea è davvero visionaria. Peraltro le scuole di ripetizione diventeranno parte del sistema educativo ticinese solo nel 1907.
