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Statuto della Società di mutuo soccorso tra i docenti

Fondata nel 1861, l’Associazione di mutuo soccorso tra i docenti fa parte di quella rete di associazioni attraverso le quali il movimento liberale cercava, nella fase “pionieristica” della scuola ticinese, di promuovere l’alfabetizzazione del popolo e un ruolo attivo dei docenti nella società. L’associazione aveva come scopo “il mutuo soccorso per casi di malattia, di sopraggiunta impotenza all’esercizio del proprio ministero (sic!) o di grave infortunio”. I suoi statuti sono una fonte interessante su questa fase del sistema educativo ticinese. 

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Sui primi vent’anni di esistenza della società, abbiamo un’interessante testimonianza in un opuscoletto di Giovanni Nizzola, Il primo ventennio della società di Mutuo Soccorso fra i docenti ticinesi.

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Sulla somministrazione gratuita del materiale scolastico: memoria di Giovanni Nizzola (1891)

In questo documento, pubblicato dalla Società Demopedeutica, uno dei padri nobili della scuola ticinese dell’Ottocento, analizza una questione ancora oggi molto dibattuta: la gratuità del materiale scolastico.  Il documento è una fonte interessante sullo stato della questione alla fine dell’Ottocento. 

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Regolamento per la scuola d’applicazione annessa alla Scuola Normale Maschile (1899)

 

 La scuola d’applicazione (in periodi successivi chiamata anche scuola pratica) della Scuola magistrale ticinese, era una scuola elementare che permetteva agli studenti della scuola di formazione di svolgere regolare tirocinio d’osservazione e di pratica, ed è esistita per un secolo. Fa parte del grande sforzo di implementazione del “metodo intuitivo” e di una seria formazione dei docenti da parte del direttore della Scuola magistrale, Luigi Imperatori, e del suo vicedirettore Francesco Gianini. Il regolamento non lo esplicita, ma l’assenza nel programma delle attività femminili (cucito ecc.) fa pensare che si sia trattato di una scuola maschile.

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Regolamento per gli esami di abilitazione all’insegnamento nelle scuole primarie e maggiori (1887, 1896)

Questo regolamenti sono stilati per coloro (e sono molte e molti in quegli anni) che hanno frequentato una Scuola magistrale diversa dalla Scuola normale cantonale.  Queste persone devono comparire davanti a una commissione governativa e sostenere un esame che poi le rende eleggibili come docenti nelle scuole comunali. 

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Regolamento del 1896 in pdf

Innalzamento dell’età minima a 18 anni (1899)

 

Decreto sull’istituzione di scuole di arti e mestieri (1950)

L’istituzione di scuole d’arti e mestieri è una delle misure che danno alla formazione professionale in Ticino una fisionomia peculiare, meno esclusivamente incentrata sul sistema duale che in altre regioni della Svizzera, che ritroviamo ancora oggi. 

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Si trattava di scuole aventi scopi pratici e modalità di lavoro laboratoriali. Ecco perché un apposito regolamento del 1955 dovette poi fissare anche le modalità dei lavori su commissione e le relative remunerazioni in questa “zona grigia” tra formazione e lavoro. 

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Decreto sugli esami di patente di docente di Scuola maggiore e relativo programma (1939)

Il decreto contribuisce a rendere più chiari i criteri di valutazione necessari per diventare docente nella “nuova” Scuola maggiore, nata nel 1923 e riformata nei suoi programmi pedagogici nel 1936. Sono in questo senso un tassello importante nel percorso che dà a questa scuola una sua fisionomia e peculiarità che sarebbe durata fino alla confluenza delle scuole maggiori nella Scuola media.  Da notare che tra le materie obbligatorie d’esame c’è il francese, che appena tre anni prima è diventato lingua obbligatoria nelle Scuole maggiori. E’ da qui che prende avvio una centralità del francese nel curricolo linguistico della scuola ticinese che dura fino ad oggi. 

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Decreto esecutivo concernente l’introduzione di due giorni di vacanza settimanali nelle scuole elementari (1947)

Con questo decreto nasce una consuetudine ancora oggi caratteristica del sistema scolastico ticinese: il mercoledì pomeriggio libero.  Con lo stesso decreto viene dichiarato libero anche il sabato pomeriggio.  

Per la conoscenza dell’intera questione non è senza interesse sapere che numerosi regolamenti scolastici comunali ticinesi dell’inizio del Novecento (es. Chiasso, Balerna, Minusio) prescrivevano come giorno libero il giovedì, che sembra dunque essere stato un’abitudine diffusa anche nel settore elementare (oltre che nei ginnasi come si evince da questo documento). 

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