Archivi categoria: Secondario I

Legge sul riordinamento della scuola primaria di grado superiore del 1922 (nascita della Scuola maggiore)

La legge sul riordinamento della scuola primaria di grado superiore del 21 settembre 1922 rappresenta una vera e propria riforma generale della scolarità dell’obbligo postelementare. Il quadro di riferimento di questa riforma è da un lato la legge sull’insegnamento elementare del 1914, dall’altro la constatazione che le scuole elementari maggiori (istituite negli anni ’40 dell’Ottocento) avevano fatto il loro tempo, tant’è che nel 1916 erano state abolite lasciando senza ulteriore sbocco d’istruzione molte bambine e molti bambini alla fine delle scuole elementari. La riforma del 1922 stabilisce che l’insegnamento per tutte le allieve e tutti gli allievi che hanno concluso il ciclo elementare e non si iscrivono in altre scuole (ad esempio i ginnasi o le scuole tecniche) sarà impartito nelle scuole maggiori, le cui caratteristiche e condizioni vengono definite all’interno della legge stessa. In tal modo è istituito un nuovo tipo di scuola – le Scuole maggiori chiaramente separate dalle Scuole elementari – che esisterà fino alla sua soppressione (legge sulla Scuola media 1974).

La riforma veniva poi realizzata con un certo pragmatismo, come si vede abbastanza bene da una lettera del 20 luglio 1923  (conservata nell’archivio comunale) del Dipartimento dell’educazione alla Lodevole Municipalità di Chiasso: “Riceviamo il pregiato officio 12 corr., col quale viene rinnovata l’istanza già presentata verbalmente qualche tempo fa da una delegazione di cod. Lod. Municipio, a riguardo della direzione delle istituende scuole maggiori nel Comune. / Osservato che la scuola maggiore rappresenta il grado superiore dell’insegnamento primario, il quale deve essere in istretta connessione con quello del grado inferiore ; osservato pure che la scuola maggiore in codeto Comune deve essere la base dell’insegnamento professionale progettato ; e tenuto calcolo del fatto che la legge non prevede uno speciale titolo di direttore delle scuole maggiori, siamo d’accordo di concedere che il direttore nominato dal Comune per le sue scuole abbia pure la sorveglianza sulle scuole maggiori. Con ciò siamo anche lieti di favorire gli alunni delle scuole maggiori, dando loro la possibilità di ottenere gratuitamente il materiale. Coi migliori ossequi.”

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Legge sull’insegnamento elementare del 1914

La legge sull’insegnamento elementare del 1914 sostituisce, per quanto concerne il settore primario (ma anche le scuole elementari maggiori, le scuole di ripetizione ecc.) e prescolastico, la legge del 1882. A differenza di quest’ultima, non elenca le materie d’insegnamento. (Un anno dopo saranno comunque rivisti i programmi delle scuole elementari.) La legge ha degli aspetti sicuramente molto innovativi: basti pensare che all’art. 140 si stabilisce che ogni Comune deve istituire a spese sue una biblioteca scolastica stanziando almeno 10.- Franchi per l’acquisto di libri.

L’implementazione della legge non era semplicissima, come veniamo a sapere da una lunga circolare emanata il 27 maggio 1915 dal Dipartimento, in cui si ricorda ai municipi che l’art. 155 prevede la riapertura dei concorsi per tutte le nomine scolastiche. La stessa circolare ricorda che, in osservazione delle disposizioni dell’art. 73 « …  i Comuni aventi due sole scuole devono non più dividerle per sessi, ma per classi, in modo da costituire la scuola di grado inferiore e la scuola di grado superiore, la prima di cinque e la seconda di tre anni, come stabilisce l’art. 37. » Come si vede da questi esempi, la nuova legge aveva concrete ripercussioni sull’autonomia organizzativa dei Comuni.

All’art. 52 la legge stabilisce che ” all’inscrizione ogni allievo riceve gratuitamente un libretto scolastico nel quale devono essere registrate le classificazioni, le promozioni e l’attestato di licenza, le mancanze e i mutamenti di scuola secondo norme da fissarsi nel regolamento”. Qui sotto riproduciamo un libretto di questo tipo.

Libretto in pdf

Tra le curiosità c’è da notare che all’arti. 35 è prevista la possibilità di annettere la classe di prima elementare all’asilo, affidando l’insegnamento alla maestra d’asilo. Di questa possibilità si farà largo uso negli anni ’20 e ’30, il che contribuirà notevolmente alla diffusione della pedagogia montessoriana nel Cantone.

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Legge sulla scuola del 1958

La legge, che disciplinava l’insieme dell’istruzione pubblica nel Canton Ticino, fu approvata dal Gran Consiglio il 29 maggio 1958, sotto l’egida del Consigliere di Stato Brenno Galli. La sua approvazione era stata preceduta da diversi anni di dibattiti, che avevano visto tra altre cose la bocciatura di un precedente tentativo di “Carta della scuola” ad opera del Consigliere di Stato Giuseppe Lepori (nel 1945).  Con la legge del 1958 la durata del Ginnasio venne riportata a cinque anni, fu razionalizzata la formazione di tutti i docenti (anche le maestre d’asilo e di economia domestica) presso la Scuola magistrale di Locarno e furono introdotte diverse innovazioni sul piano pedagogico. La legge sarebbe rimasta in vigore (anche se in realtà la legge sull’istituzione della Scuola media avrebbe profondamente modificato il sistema scolastico ticinese)  sino alla sua sostituzione con la Legge della scuola del 1990.

Testo della legge in PDF

Modifica del 1960 (in pdf)

Versione della legge con tutte le modifiche intervenute sino al 1976

Programmi della Scuola media del 1987

I programmi per la scuola media del 1987 sono il frutto di una parziale riforma della scuola media che rendono necessario un adattamento dei programmi del 1984. Può sorprendere che alcune materie d’insegnamento (educazione tecnica, tecnica dell’abbigliamento) siano qui per l’ultima volta differenziate tra allievi e allieve. Il documento venne in un secondo completato con indicazioni per la storia e l’educazione sessuale (contenute nella versione che qui riproduciamo).

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Circolare del 30.10.1847

La circolare del 30.10.1847 (grado di scuola primario e secondario I) fa riferimento alla circolare del  02.11.1846. Fra i temi trattati troviamo il maggior coinvolgimento dei comuni nella scuola pubblica, la formazione dei maestri, i compiti degli ispettori, i lavori femminili, la nomina dei maestri, i sussidi cantonali, la frequenza a scuola e le scuole di ripetizione.

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Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino (1832)

Il Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino, del 28 maggio 1832, è in un certo senso il primo programma scolastico ticinese (periodo 1830-1878). Più che un vero e proprio programma scolastico, esso è però un documento di indirizzo sull’intera organizzazione della scuola, che tratta un po’ tutto dagli aspetti organizzativi (tipici di un regolamento) alle disposizioni sull’obbligo scolastico o sulla sorveglianza delle scuole (che ci si aspetterebbe piuttosto in una legge scolastica) alle indicazioni sulle materie e sui metodi di insegnamento (che sono un tipico contenuto di un programma scolastico).

Il Regolamento non prescrive libri di testo. Esso riguarda sia le scuole elementari che le scuole maggiori e le scuole di disegno (settore primario e secondario I). Le materie d’insegnamento sono: religione, italiano, calligrafia, matematica, buone maniere, lavori femminili, educazione civica, filosofia, geografia, storia, scienze, agricoltura, diritto.

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Piano di formazione per la Scuola Media del 2004

Il Piano di formazione della Scuola media del 2004 è un curricolo per obiettivi e competenze che ha visto la luce in concomitanza con alcune importanti riforme che venivano riassunte sotto la dicitura di Riforma 3 della Scuola media (ampia documentazione su quella riforma si trova a questo link).

Tali riforme riguardavano in particolare il ruolo delle lingue straniere con l’introduzione dell’inglese obbligatorio in III e IV (con la conseguenze che il francese diventava opzionale), il che rese necessaria una radicale reimpostazione del curricolo linguistico all’insegna del plurilinguismo, di cui si parla diffusamente in alcuni documenti complementari al Piano di formazione.

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Elenchi dei libri di testo per le scuole dell’obbligo (1860-1980)

Gli elenchi dei libri di testo prescritti o approvati per le scuole primarie e per le scuole maggiori (grado di scuola primario e secondario I). Questi elenchi esistono praticamente sin dagli albori della scuola ticinese, spesso li si trova in appendice ai programmi scolastici. Questa pratica di una rigida prescrizione dei libri da adottare fu mantenuta, con più o meno rigore, fino al primo decennio del Novecento. In certi casi si poteva arrivare anche al divieto di libri di testo, come ad esempio con la circolare del 7 ottobre 1879 che proibisce tre libri di testo. Qui sotto riproduciamo un elenco del 1884 e uno dell’inizio del Novecento.

Una svolta si ebbe con il decreto sui libri di testo del 29.4.1914, che sostituì la pratica del libro di testo prescritto per ogni materia e grado scolastico con il principio della libera scelta dei docenti su un elenco di libri autorizzati.

Inizialmente questo elenco veniva steso dalla Commissione cantonale degli studi, dopo gli anni ’30 invece il compito passò al Collegio degli ispettori.

Qui riproduciamo una serie di elenchi che permettono di farsi un’idea di quelle politiche.

Elenco degli anni 1860

Avviso riguardante i libri di testo del 1884

Indicazioni sulla situazione all’inizio del Novecento

Elenco del 1931 in versione PDF

Elenchi  del secondo dopoguerra (1945, 1959, 1968) in pdf

Ci si può fare un’idea della produzione di libri di testo in Ticino consultando il catalogo, stilato nel 1994, dei libri di testo conservati al Centro didattico cantonale di Massagno.  (I testi menzionati in quel catalogo si trovano oggi all’Archivio di Stato di Bellinzona.)