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L.A. Parravicini, Dell’educazione pubblica nel Cantone Ticino (1842)

L’autore del documento era anche responsabile dei corsi di metodica per i maestri del Cantone. Frutto di un concorso della Società Demopedeutica, l’opera non solo descrive nel dettaglio lo stato dell’istruzione nel Ticino degli anni fransciniani, ma contiene anche una dettagliata critica dei piani di studio e delle pratiche e formula una serie di proposte per migliorare la scuola ticinese. Luigi Alessandro Parravicini era un Imperial-regio direttore scolastico di Como e rinomato esperto di pedagogia, autore tra molti altri documento di un libro scolastico, il Giannetto, che probabilmente è stato il testo scolastico italiano più letto di tutto l’Ottocento.

Documento in pdf

Francesco Gianini, Saggio di giornale didattico per una settimana (1895)

In questo documento il vicedirettore della Scuola normale di Locarno Francesco Gianini propone ai docenti un modello di applicazione dei nuovi programmi delle scuole elementari, dettagliato e preciso. Il documento è un’interessante testimonianza delle idee di questo importante formatore di docenti sulla pratica che doveva scaturire dai nuovi programmi all’insegna del cosiddetto “metodo intuitivo”. Sul ruolo di Francesco Gianini rinviamo al contributo di Wolfgang Sahlfeld nel  Quaderno didattico n. 1 del laboratorio RDCD. Sul metodo intuitivo cfr. un articolo di Wolfgang Sahlfeld nella rivista di storia dell’educazione. Il Gianini era un instancabile formatore di docenti attraverso le sue pubblicazioni, anche come autore di manuali scolastici (vedi qui i suoi testi). Di particolare importanza per la scuola ticinese del periodo le sue programmazioni-modello che declinano in modo concreto i nuovi approcci didattici, ad esempio nel celebre “Saggio di giornale didattico” (qui in pdf) o nelle sue proposte di “lezioni pratiche di storia e geografia”. Di particolare interesse è vedere come questo tipo di pedagogia si traducesse nella formazione dei docenti. Presso la Scuola normale di Locarno gli studenti erano tenuti, nell’ambito del tirocinio, a organizzare a loro volta delle programmazioni didattiche secondo il modello dato. Abbiamo rinvenuto alcuni quaderni di quel periodo che qui sotto riproduciamo.

Insegnamento in prima elementare: lezioni progettate da studenti della Scuola normale maschile di Locarno (Prof. Francesco Gianini)

Esempio di “giornal didattico” di studentesse e studenti del prof. Gianini

A noi oggi può sembrare sorprendente un modo così prescrittivo e dettagliato di presentare un “metodo” di insegnamento. Alla fine dell’Ottocento era piuttosto diffuso, come vediamo in un esempio della Svizzera romanda che probabilmente il Gianini conosceva.

Fritz Allemand, Leçons de choses et narrations pour l’enseignement intuitif et la composition (Lausanne, éd. Payot, 1891)

I circondari scolastici nell’Ottocento (legge sull’ispettorato del 1842 e legge scolastica del 1864)

La prima definizione dei circondari si trova nella legge sugli ispettori scolastici del 15 gennaio 1842 (p. 318 della Raccolta delle leggi del 1847 e regolamento del 28 aprile 1842 con la relativa tabella, p. 319).

In applicazione della legge del 1864, il Consiglio di Stato stilerà poi l’elenco dei circondari scolastici (pp. 29-32). Quest’elenco ci indica la suddivisione amministrativa della scuola ticinese nell’Ottocento, nonché i comuni che gestivano una scuola elementare.

Legge sull’insegnamento elementare del 1914

La legge sull’insegnamento elementare del 1914 sostituisce, per quanto concerne il settore primario (ma anche le scuole elementari maggiori, le scuole di ripetizione ecc.) e prescolastico, la legge del 1882. A differenza di quest’ultima, non elenca le materie d’insegnamento. (Un anno dopo saranno comunque rivisti i programmi delle scuole elementari.) La legge ha degli aspetti sicuramente molto innovativi: basti pensare che all’art. 140 si stabilisce che ogni Comune deve istituire a spese sue una biblioteca scolastica stanziando almeno 10.- Franchi per l’acquisto di libri.

L’implementazione della legge non era semplicissima, come veniamo a sapere da una lunga circolare emanata il 27 maggio 1915 dal Dipartimento, in cui si ricorda ai municipi che l’art. 155 prevede la riapertura dei concorsi per tutte le nomine scolastiche. La stessa circolare ricorda che, in osservazione delle disposizioni dell’art. 73 « …  i Comuni aventi due sole scuole devono non più dividerle per sessi, ma per classi, in modo da costituire la scuola di grado inferiore e la scuola di grado superiore, la prima di cinque e la seconda di tre anni, come stabilisce l’art. 37. » Come si vede da questi esempi, la nuova legge aveva concrete ripercussioni sull’autonomia organizzativa dei Comuni.

All’art. 52 la legge stabilisce che ” all’inscrizione ogni allievo riceve gratuitamente un libretto scolastico nel quale devono essere registrate le classificazioni, le promozioni e l’attestato di licenza, le mancanze e i mutamenti di scuola secondo norme da fissarsi nel regolamento”. Qui sotto riproduciamo un libretto di questo tipo.

Libretto in pdf

Tra le curiosità c’è da notare che all’arti. 35 è prevista la possibilità di annettere la classe di prima elementare all’asilo, affidando l’insegnamento alla maestra d’asilo. Di questa possibilità si farà largo uso negli anni ’20 e ’30, il che contribuirà notevolmente alla diffusione della pedagogia montessoriana nel Cantone.

Legge in PDF

Regolamento per gli esami magistrali del 1915

Questo regolamento sostituisce il precedente Regolamento per gli esami magistrali del 1904. Con la Legge sull’insegnamento professionale del 1914, erano cambiate infatti le condizioni per l’accesso alla professione di docente delle scuole elementari. La legge, mettendo formalmente sullo stesso piano chi si formava nella Scuola Normale cantonale e chi si formava negli allora numerosi istituti privati, prevedeva per entrambe le categorie lo svolgimento dello stesso esame. Prevedeva però anche, all’art. 71, che nelle Scuole Normali si svolgesse direttamente nella scuola mentre obbligava lo Stato a organizzare ogni anno due sessioni d’esami per candidati non iscritti nelle Scuole Normali. Per ambedue le categorie (ed è questa l’innovazione rispetto al 1904) prevede lo stesso programma. Da notare che le materie d’esame prescritte rispecchiano fedelmente il programma delle Scuole Normali del 1912, imponendo de facto al settore privato un curricolo obbligatorio in vista dell’esame magistrale.

Regolamento in PDF

Dato che in nel periodo dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino al 1931 il Ticino conosceva diverse Scuole magistrali private (cfr. in questo sito la Cartografia delle formazioni magistrali), questo documento è dunque una fonte documentale importante perché fornisce informazioni preziose sullo standard di professionalità che lo Stato richiedeva per la professione docente indipendentemente dal luogo di formazione.

Legge sulla scuola del 1958

La legge, che disciplinava l’insieme dell’istruzione pubblica nel Canton Ticino, fu approvata dal Gran Consiglio il 29 maggio 1958, sotto l’egida del Consigliere di Stato Brenno Galli. La sua approvazione era stata preceduta da diversi anni di dibattiti, che avevano visto tra altre cose la bocciatura di un precedente tentativo di “Carta della scuola” ad opera del Consigliere di Stato Giuseppe Lepori (nel 1945).  Con la legge del 1958 la durata del Ginnasio venne riportata a cinque anni, fu razionalizzata la formazione di tutti i docenti (anche le maestre d’asilo e di economia domestica) presso la Scuola magistrale di Locarno e furono introdotte diverse innovazioni sul piano pedagogico. La legge sarebbe rimasta in vigore (anche se in realtà la legge sull’istituzione della Scuola media avrebbe profondamente modificato il sistema scolastico ticinese)  sino alla sua sostituzione con la Legge della scuola del 1990.

Testo della legge in PDF

Modifica del 1960 (in pdf)

Versione della legge con tutte le modifiche intervenute sino al 1976