Il testo, pubblicato nel 1933 dalle autorità cantonali e scritto dal Direttore dell’Ufficio dell’orientamento professionale, è una sorta di vademecum per l’orientamento delle allieve e degli allievi delle scuole dell’obbligo e in particolare per ciò che la scuola e l’insegnante possono fare per contribuire a questo compito. Da notare i numerosi riferimenti ad autori dell’attivismo pedagogico (Claparède, Ferrière) e a concetti in voga allora nella ricerca psicologica. Interessanti anche, nell’ultima parte dell’opuscoletto, alcune considerazioni sul mercato del lavoro in Ticino e l’immigrazione di lavoratori stranieri, che l’autore attribuisce tra l’altro a insufficienze nell’orientamento professionale (e quindi un insufficiente incontro tra sistema formativo e mercato del lavoro).
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Una circolare della Repubblica Elvetica (1801)
In questa circolare il prefetto Franzoni, dell’allora Cantone di Lugano, fa appello ai docenti delle scuole e ai parroci in vista dell’implementazione di una serie di misure in ambito educativo.
Ordinanza per la costruzione e adattamento dei banchi scolastici (1885)
In questa circolare del Dipartimento di Pubblica istruzione ai Municipi e alle Delegazioni scolastiche viene posto un problema che alla fine dell’Ottocento era considerato di cruciale importanza: la questione del banco scolastico. Il documento intima alle autorità locali di dotare le proprie scuole di nuovi banchi scolastici o di adattare quelli esistenti secondo i criteri dell’Ordinanza e incarica gli Ispettori di sincerarsi del rispetto di questa disposizione.
Medici e pedagogisti avevano scoperto l’importanza non solo di scuole salubri, spaziose e luminose (dando vita a una vera e propria scienza, l’igiene scolastica) ma anche l’importanza di una corretta postura durante le lunghe ore che allieve e allievi passavano sui banchi, onde evitare forme di scoliosi e altre malformazioni. Scattava allora una vera e propria gara a individuare la forma migliore del banco scolastico, come si racconta in forma eloquente anche in questa fonte.
Circolare concernente la vaccinazione e la rivaccinazione (1891)
Questo documento è un interessantissimo esempio di come la scuola pubblica fosse, alla fine dell’Ottocento, uno strumento di politiche statali in materia di salute pubblica. Inoltre è un buon esempio di come in questa materia i vari attori in ambito sanitario e scolastico interagivano in una complessità sistemica che a non necessariamente ci si aspetterebbe in quel periodo.
La circolare va letta anche nel contesto della legge federale sulla epidemie, di cui il Cantone aveva emanato pochi anni prima (nel 1888) un Regolamento di applicazione i cui principi avrebbero trovato applicazione ancora durante la terribile pandemia dell’Influenza spagnola del 1918.
§ 32. Dato un caso di vajuolo, il Medico delegato provvederà alla rivaccinazione degli allievi, non ancora rivaccinati, delle scuole comunali, e per mezzo della Municipalità inviterà gli abitanti del Comune a pubbliche rivaccinazioni. / Fatta la vaccinazione, le scuole rimarranno aperte, e non se ne allontaneranno che i giovinetti che abitano in case infette dal vajuolo. / § 33. Di regola, data un’epidemia, le scuole verranno chiuse soltanto quando l’epidemia medesima ha preso grandi proporzioni. Invece ne verranno allontanati i fanciulli abitanti nelle case infette. / § 34. Gli allievi guariti da qualsiasi malattia contagiosa non verranno riammessi alla scuola senza un regolare attestato medico. / Questi attestati potranno essere rilasciati da tutti i medici legalmente esercenti nel Cantone. L’Autorità municipale potrà in determinate epidemie ordinare che vengano rilasciati soltanto dai Medici delegati, o che da questi vengano riconosciuti.
Ordinanza federale sull’educazione fisica (1972)
Com’è noto, l’educazione fisica è un caso specifico nel federalismo educativo svizzero perché soggetta a legislazione federale sin dall’Ottocento. Con l’ordinanza del 1972 il Dipartimento federale militare, cui compete la sorveglianza delle relative disposizioni federali, fissa una serie di regole che riguardano praticamente ogni aspetto, dal numero di ore settimanali alla coeducazione (che è ammessa al massimo fino al sesto anno di scuola), dai certificati medici necessari per essere dispensati sino alle misure da prendere per assicurare il diritto all’educazione fisica anche agli allievi “minorati”. Ma anche aspetti “di secondo livello” come la formazione e l’aggiornamento dei docenti, lo sport scolastico facoltativo o il ruolo delle società sportive sono fissati dettagliatamente.
Regolamento per le scuole del Comune di Lugano (1908)
Il documento è un esempio di come i Comuni regolamentano autonomamente, nel quadro dato dalle leggi cantonali, le proprie scuole rispetto a molte questioni, dalle mansioni richieste ai docenti e alle docenti alla nomina o meno di una Direzione. Può oggi sembrare sorprendente che persino constatare che tale autonomia potesse comprendere persino il diritto di non pagare lo stipendio durante le vacanze estive o l’affidamento delle materie speciali a docenti sprovvisti della necessaria formazione.
Il documento è anche una traccia interessante delle iniziative dei Comuni nel settore delle formazioni professionali: il documento non regolamento solo le scuole elementari della città di Lugano ma anche la Scuola professionale femminile, nata per iniziativa della città.
Circolare del 18 marzo 1840 (visite nelle scuole)
Questa circolare, firmata da Stefano Franscini come molte altre del periodo, è una sorta di promemoria per gli ispettori per le loro visite.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 67-70)
Circolare del 27 ottobre 1837 (scuole minori e maggiori)
Questa circolare mette a punto un altro tassello molto importante nella costruzione del sistema scolastico ticinese: l’organizzazione in scuole elementari minori e maggiori. La circolare definisce però anche con dovizia di particolari doveri e ruoli dei vari attori della scuola pubblica di quegli anni (parroci, ispettori, municipi) e definisce una serie di aspetto fondamentali per il funzionamento delle scuole (calendario scolastico, tirocinio dei docenti appena formati, esami, libri di testo).
Circolare dell’8 ottobre 1836
Questa circolare del Consiglio di Stato affronta in particolare questioni legate al sussidio cantonale per le scuole comunali e al canone delle materie d’insegnamento nella scuola pubblica.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 29-37)
Circolare del 3 ottobre 1835
Con questa circolare il Consiglio di Stato cerca di regolamentare in particolare la questione del sussidio cantonale ai Comuni, gli onorari da corrispondere ai maestri e la questione, molto delicata in questa prima fase dell’evoluzione della scuola ticinese, dei libri di testo.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 22-28)
