Archivi categoria: Formazione dei docenti

La formazione dei docenti in Ticino è affidata, nel corso della storia, a diverse scuole e istituzioni. Alcune di queste hanno le caratteristiche di una scuola del settore secondario II (e quindi i relativi programmi appaiono anche in quella categoria), altri invece no.

Programma della scuola normale di educazione domestica (1945)

Questa formazione per docenti era rivolta a sole donne. Rispondeva al bisogno di avere delle docenti qualificate “per i corsi ambulanti di economia domestica dello Stato, per l’insegnamento della economia domestica nelle scuole professionali femminili on in qualunque altra scuola scuola o istituto in cui viene impartita tale materia” ed era posta sotto la responsabilità dell’ispettrice delle scuole di educazione domestica. La vera curiosità però sta nel fatto che questa scuola aveva la sua sede presso l’Istituto di S. Maria a Bellinzona, cioè in una Scuola privata. Più tardi, nel 1958, la formazione sarebbe stata integrata nella Scuola magistrale. 

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Regolamento provvisorio per il corso di metodo (1868)

Il regolamento è uno dei documenti che regolamentano la formazione dei docenti in Ticino prima dell’istituzione della Scuona Normale a Pollegio nel 1873. In pratica, un corso di formazione che ogni anno si teneva in una città diversa ma che aveva sufficiente stabilità (insegnanti, contenuti della formazione, regolarità nello svolgimento) da meritarsi nel regolamento stesso l’appellativo di “scuola”. La base legale di questo regolamento è la legge scolastica del 1864. 

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Compendio delle lezioni sull’insegnamento dell’italiano e della calligrafia di Giovanni Nizzola (1867)

Giovanni Nizzola (1833-1927) è stato un uomo di scuola tra i più importanti dell’Ottocento ticinese. Insegnante in varie scuole, ispettore scolastico, direttore delle scuole comunali di Lugano e membro della Commissione cantonale degli studi, ha percorso il tipico cursus honorum del secondo Ottocento.

Le Lezioni sull’insegnamento dell’italiano e della calligrafia, di cui proponiamo qui la terza edizione del 1872, sono frutto del suo insegnamento nei Corsi di metodica (nei quali sino alla fondazione della Scuola Normale nel 1873 si formavano i maestri ticinesi). La loro importanza sta nel fatto che codificano una didattica dell’insegnamento simultaneo di lettura e scrittura che si discosta da quella di origine austriaca che prevedeva l’insegnamento separato delle due con supporti didattici diversi (l’Abecedario e il Libretto dei nomi per leggere, gli Esemplari di calligrafia per scrivere). Il metodo proposto dal Nizzola invece propone un uso attivo della lavagna e un insegnamento che fosse il più possibile fondato sull’apprendimento attivo da parte dei bambini.

Il Nizzola è autore di numerosissimi altri libri di testo che spaziano dall’aritmetica all’italiano e dalla storia all’aritmetica. Alcuni di quei testi si trovano in forma digitale nel repository Fondo Gianini (link).

 

“Manuale a carattere intuitivo” di Francesco Denti (1884)

Pubblicato nella vicina Italia, questo manuale per le scuole elementari  fa parte dei numerosi testi che negli anni dopo il 1880 promuovono il cosiddetto “metodo intuitivo”: una concezione pedagogica abbastanza poliedrica e polisemica che cerca di superare l’insegnamento meccanicistico del “leggere, scrivere e far di conto” sin lì in vigore nelle scuole e che, in una particolare accezione locale promossa dapprima da Giuseppe Curti, poi da Francesco Gianini, domina anche la scuola ticinese negli ultimi due decenni dell’Ottocento. Il manuale del Denti dà un’idea di quella che poteva essere, negli stessi anni, il “metodo intuitivo” promosso invece nelle scuole del Regno d’Italia. Non a caso l’esemplare qui digitalizzato proviene dalla biblioteca della Scuola magistrale di Locarno, dove evidentemente questo tipo di pedagogia veniva recepito con molto interesse.

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La pedagogia graduale (Stufenpädagogik) di Theodor Wiget

Die formalen Stufen des Unterrichts (“I gradi formali dell’insegnamento”) è il capolavoro del pedagogista sangallese Theodor Wiget, che dal 1880 al 1889 era direttore della Scuola magistrale di Coira. Formatosi alla scuola pedagogica tedesca di Tuiskon Ziller, Wiget ha imposto con notevole coerenza la pedagogia graduale di quest’ultimo anche in Svizzera, insieme ad altri pedagogisti “herbartiani” come François Guex di Losanna. Il modello zilleriano venne introdotto così anche nel Grigioni italiano, attraverso la notevole opera di mediazione e traduzione dell’ispettore scolastico Silvio Maurizio. In Ticino invece si preferì  il cosiddetto “metoto intuitivo”.

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“Notizie sui principi pestalozziani” di Giuseppe Curti (1876)

Giuseppe Curti (Pambio-Noranco 1811 – Cureglia 1895) è stato uno dei grandi uomini del liberalismo ticinese e nel contempo un importante uomo di scuola. Docente di francese e tedesco al liceo cantonale e dal 1846 al 1848 Direttore della pubblica educazione, è anche autore di numerosi libri di testo per la scuola ticinese.

Nel 1876 pubblica una biografia di Pestalozzi che è importante soprattutto per il secondo capitolo (pp. 58-102), Notizie sui principi pestalozziani e sulla loro applicazione nella istruzione elementare, una sorta di manifesto di quello che nei successivi tre decenni si chiamerà, nei programmi scolastici e nella letteratura pedadogica ticinese, il “metodo intuitivo”, in realtà la variante locale di una corrente pedagogica più ampia diffusa in tutta l’Europa.

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Pedagogia e Didattica di G.A. Lindner (traduzione italiana del 1879)

Gustav Adolf Lindner (Roždalovice/Boemia 1828 – Praga 1987) era uno dei più importanti pedagogisti dell’Impero Austro-ungarico nel secondo Ottocento. Per la formazione degli insegnanti aveva pubblicato una “Allgemeine Erziehungslehre” e una “Allgemeine Unterrichtslehre”, vale a dire una Pedagogia e una Didattica. La traduzione delle due opere appare, a opera di un docente triestino, nel 1879 a Vienna.

Forse non è del tutto casuale che su una delle due copie conservate a Locarno vi sia il timbro “Repubblica e Cantone del Ticino. Direzione della Pubblica Educazione”: il governo del “Nuovo Indirizzo” cercava evidentemente modelli culturali e pedagogici anche fuori dal Regno d’Italia.

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Una traduzione milanese del “Metodo” di Bell/Lancaster (1816)

Il giovane Canton Ticino non ha mai prescritto il “mutuo insegnamento” come metodo nelle sue scuole. Vi era però un vivo interesse per questo approccio all’insegnamento (anche da parte di Stefano Franscini), e quindi è probabile che questa traduzione dei suoi testi fondanti, stampata a Milano nel 1816, abbia avuto una discreta circolazione anche in Ticino.

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Programmi della Scuola normale del 1903

Questo documento (che qui riproduciamo in un’edizione del 1912) segna la definitiva conversione della Scuola normale ticinese alla moderna pedagogia. Non a caso nella prefazione si fa riferimento al volume di Luigi Credaro, La pedagogia di Herbart (1900): il pedagogista italiano e futuro ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia era stato per diversi anni esperto esterno agli esami a Locarno.

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