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Programmi della Scuola magistrale – Sezione A per docenti di scuola elementare (1978)

Questo programma della scuola magistrale è il risultato di una “piccola riforma” curricolare (l’ultima prima della trasformazione in scuola postliceale) ma anche il punto d’arrivo di un processo di riforme nato dopo lo scossone . Vigeva nella scuola magistrale di Locarno come in quella di Lugano (nata nel corso degli anni ’70), da lì il plurale del titolo.

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Programmi dei licei cantonali, 1978

Il documento che qui riproduciamo è rimasto in vigore fino al 1982 (entrata in vigore di nuovi programmi). Dalla prefazione si evince che si tratta del programma del liceo di Lugano, che però con leggere varianti veniva osservato anche negli altri licei cantonali. Il documento non prescrive libri di testo, né prevede insegnamento differenziato tra ragazzi e ragazze.

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Programmi della Scuola media del 1987

I programmi per la scuola media del 1987 sono il frutto di una parziale riforma della scuola media che rendono necessario un adattamento dei programmi del 1984. Può sorprendere che alcune materie d’insegnamento (educazione tecnica, tecnica dell’abbigliamento) siano qui per l’ultima volta differenziate tra allievi e allieve. Il documento venne in un secondo completato con indicazioni per la storia e l’educazione sessuale (contenute nella versione che qui riproduciamo).

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Programma del liceo cantonale per l’anno 1853-1854

Il programma dei corsi dell’appena fondato liceo cantonale è il primo programma liceale in Ticino. Nonostante il titolo possa trarre in inganno, questo documento ci dà un’idea precisa di quelli che furono gli insegnamenti nel liceo cantonale dei primi due decenni circa. Il documento menziona anche i docenti, tra i quali possiamo rilevare nomi illustri come Carlo Cattaneo, Luigi Lavizzari e Giovanni Cantoni. In appendice si trova anche il regolamento concernente l’iscrizione, i titoli d’accesso e gli esami di ammissione.

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Programma per le scuole elementari del 1959

Il programma delle scuole elementari del 1959 (grado di scuola primario), è del periodo 1946-1974.
Per le scuole elementari il programma prescrive: religione, educazione civica e morale, igiene, educazione fisica, educazione tecnica e manuale, lavori femminili, educazione musicale, italiano, calligrafia, scienze, storia, geografia, matematica.
Il programma non prescrive libri di testo. Si tratta di scuole miste. I programmi differenziano quindi per genere per ciò che concerne, per esempio, il lavoro femminile.

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Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino (1832)

Il Regolamento per le scuole della Repubblica e Cantone del Ticino, del 28 maggio 1832, è in un certo senso il primo programma scolastico ticinese (periodo 1830-1878). Più che un vero e proprio programma scolastico, esso è però un documento di indirizzo sull’intera organizzazione della scuola, che tratta un po’ tutto dagli aspetti organizzativi (tipici di un regolamento) alle disposizioni sull’obbligo scolastico o sulla sorveglianza delle scuole (che ci si aspetterebbe piuttosto in una legge scolastica) alle indicazioni sulle materie e sui metodi di insegnamento (che sono un tipico contenuto di un programma scolastico).

Il Regolamento non prescrive libri di testo. Esso riguarda sia le scuole elementari che le scuole maggiori e le scuole di disegno (settore primario e secondario I). Le materie d’insegnamento sono: religione, italiano, calligrafia, matematica, buone maniere, lavori femminili, educazione civica, filosofia, geografia, storia, scienze, agricoltura, diritto.

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Piano di formazione per la Scuola Media del 2004

Il Piano di formazione della Scuola media del 2004 è un curricolo per obiettivi e competenze che ha visto la luce in concomitanza con alcune importanti riforme che venivano riassunte sotto la dicitura di Riforma 3 della Scuola media (ampia documentazione su quella riforma si trova a questo link).

Tali riforme riguardavano in particolare il ruolo delle lingue straniere con l’introduzione dell’inglese obbligatorio in III e IV (con la conseguenze che il francese diventava opzionale), il che rese necessaria una radicale reimpostazione del curricolo linguistico all’insegna del plurilinguismo, di cui si parla diffusamente in alcuni documenti complementari al Piano di formazione.

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