Archivi categoria: educazione tecnica e manuale

Programmi delle scuole di avviamento professionale del 1959

Le Scuole di avviamento professionale avevano sezioni per allievi o allieve, separate per sesso. La loro funzione era essenzialmente di preparare gli allievi e le allieve che, una volta terminata la scuola maggiore, non avevano ancora l’età per sottoscrivere un contratto di tirocinio (che la legge fissava a 15 anni) a prepararsi a questa loro entrata nel mondo del lavoro. Le materie di studio non erano le stesse nelle sezioni maschili e in quelle femminili.

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Programma per la scuola maggiore del 1959

Il programma per le scuole maggiori del 1959 viene pubblicato, non a caso, come parte (a partire da p. 25 del documento) dei programmi delle “scuole obbigatorie”, vale a dire scuole elementari e scuole maggiori. Difatti, nella logica del sistema si proscioglieva l’obbligo scolastico nelle scuole maggiori oppure (ma il legislatore pensava per quella possibilità solo per quegli allievi che avrebbero poi proseguito gli studi superiori) nei primi tre anni del Ginnaio (i cui programmi per questa ragione figuravano tra quelli delle scuole secondarie). La realtà era già allora un po’ diversa, e negli anni ’60 e nella prima metà degli anni ’70 il numero di iscritti al ginnasio non farà che aumentare, finché non nascerà nel 1974 la Scuola media unica.

Programma in pdf (da p. 25)

Programma per la scuola maggiore del 1936

Il programma per le scuole maggiori del 1936 è frutto di una profonda revisione dei piani di studio, per la quale le autorità cantonali si ispirano esplicitamente alle raccomandazioni che un anno prima aveva espresso, in una relazione commissionatagli dal Consiglio di Stato, il pedagogista italiano Giuseppe Lombardo Radice. Il programma non prescrive libri di testo. Scritto per una scuola mista, esso differenzia per genere per ciò che concerne l’economia domestica e l’educazione manuale  (fornendo indicazioni precise per le classi maschili e quelle femminili).

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La riforma provocò comunque discussioni e dibattiti. Ci si può fare un’idea di quelle discussioni leggendo un lungo articolo, inizialmente apparso su “L’Educatore della Svizzera italiana” di due tra le personalità più in voga nella scuola ticinese di quegli anni, Alberto Norzi e Giuseppe Pelloni (qui in pdf). Anche se alcune delle argomentazioni (come quella sulle donne insegnanti nella scuola maggiore) possono oggi apparire francamente incomprensibili, il testo è un utile complemento per comprendere l’organizzazione d’insieme della scuola dell’obbligo e delle formazioni professionali in quegli anni.

Programmi della Scuola magistrale – Sezione A per docenti di scuola elementare (1978)

Questo programma della scuola magistrale è il risultato di una “piccola riforma” curricolare (l’ultima prima della trasformazione in scuola postliceale) ma anche il punto d’arrivo di un processo di riforme nato dopo lo scossone . Vigeva nella scuola magistrale di Locarno come in quella di Lugano (nata nel corso degli anni ’70), da lì il plurale del titolo.

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Regolamento per gli esami magistrali del 1915

Questo regolamento sostituisce il precedente Regolamento per gli esami magistrali del 1904. Con la Legge sull’insegnamento professionale del 1914, erano cambiate infatti le condizioni per l’accesso alla professione di docente delle scuole elementari. La legge, mettendo formalmente sullo stesso piano chi si formava nella Scuola Normale cantonale e chi si formava negli allora numerosi istituti privati, prevedeva per entrambe le categorie lo svolgimento dello stesso esame. Prevedeva però anche, all’art. 71, che nelle Scuole Normali si svolgesse direttamente nella scuola mentre obbligava lo Stato a organizzare ogni anno due sessioni d’esami per candidati non iscritti nelle Scuole Normali. Per ambedue le categorie (ed è questa l’innovazione rispetto al 1904) prevede lo stesso programma. Da notare che le materie d’esame prescritte rispecchiano fedelmente il programma delle Scuole Normali del 1912, imponendo de facto al settore privato un curricolo obbligatorio in vista dell’esame magistrale.

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Dato che in nel periodo dall’ultimo quarto dell’Ottocento fino al 1931 il Ticino conosceva diverse Scuole magistrali private (cfr. in questo sito la Cartografia delle formazioni magistrali), questo documento è dunque una fonte documentale importante perché fornisce informazioni preziose sullo standard di professionalità che lo Stato richiedeva per la professione docente indipendentemente dal luogo di formazione.

Programmi della Scuola media del 1987

I programmi per la scuola media del 1987 sono il frutto di una parziale riforma della scuola media che rendono necessario un adattamento dei programmi del 1984. Può sorprendere che alcune materie d’insegnamento (educazione tecnica, tecnica dell’abbigliamento) siano qui per l’ultima volta differenziate tra allievi e allieve. Il documento venne in un secondo completato con indicazioni per la storia e l’educazione sessuale (contenute nella versione che qui riproduciamo).

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Programma per le scuole elementari del 1959

Il programma delle scuole elementari del 1959 (grado di scuola primario), è del periodo 1946-1974.
Per le scuole elementari il programma prescrive: religione, educazione civica e morale, igiene, educazione fisica, educazione tecnica e manuale, lavori femminili, educazione musicale, italiano, calligrafia, scienze, storia, geografia, matematica.
Il programma non prescrive libri di testo. Si tratta di scuole miste. I programmi differenziano quindi per genere per ciò che concerne, per esempio, il lavoro femminile.

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Programma delle case dei bambini, 1928

Il programma delle case dei bambini (grado prescolastico), è del periodo 1915-1945. Possiamo affermare, senza grandi esitazioni, che si tratta del primo vero programma per le scuole dell’infanzia, totalmente improntato alla pedagogia di Maria Montessori. La sua autrice, Teresa Bontempi, ispettrice degli asili dal 1907 al 1931, aveva conosciuto personalmente la grande pedagogista italiana e aveva contribuito molto alla diffusione del montessorismo anche in Italia. Vedi in questo sito la sezione dedicata a Maria Montessori e la Svizzera. Oltre a sottolineare la funzione di questo tipo di scuola, il programma prescrive attività, principi e materie, quali l’educazione fisica, l’educazione morale e sociale, educazione religiosa, educazione intellettuale, disegno e lavoro manuale, canto.

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Piano di formazione per la Scuola Media del 2004

Il Piano di formazione della Scuola media del 2004 è un curricolo per obiettivi e competenze che ha visto la luce in concomitanza con alcune importanti riforme che venivano riassunte sotto la dicitura di Riforma 3 della Scuola media (ampia documentazione su quella riforma si trova a questo link).

Tali riforme riguardavano in particolare il ruolo delle lingue straniere con l’introduzione dell’inglese obbligatorio in III e IV (con la conseguenze che il francese diventava opzionale), il che rese necessaria una radicale reimpostazione del curricolo linguistico all’insegna del plurilinguismo, di cui si parla diffusamente in alcuni documenti complementari al Piano di formazione.

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