Achille Avanzini era l’ultimo direttore del Corso di metodica e il primo direttore della Scuola magistrale maschile (istituita nel 1873, vedi la sezione sulla Scuola magistrale in questo sito). Il riassunto che in questo manoscritto ci viene proposto delle sue lezioni di pedagogia è un documento di grande importanza perché ci permette di comprendere con molta precisione quale fosse la pedagogia di riferimento per la formazione dei docenti in Ticino in questo periodo dell’Ottocento.
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Legge sulle Scuole medie superiori e sulla Scuola tecnica superiore (1982)
Questa legge è di fondamentale importanza per la storia delle scuole postobbligatorie in Ticino negli ultimi due decenni del Novecento. Pone le basi per la nascita della Scuola magistrale biennale postliceale (che in tal modo esce dal settore delle scuole medie superiori) e l’ultima riforma della Scuola tecnica superiore (uno dei nuclei della futura SUPSI). Propone anche un riordinamento dei licei e della Scuola cantonale di commercio.
Oggetto di numerose modifiche, la legge è tuttora in vigore. Qui la versione attualmente in vigore.
Regolamento del Politecnico federale di Zurigo (1873)
Questo documento non è senza importanza per la storia dell’educazione in Svizzera italiana. Ad esempio, determina le modalità di accesso alla Scuola politecnica in un’epoca storica in cui non esistono ancora le ordinanze federali di maturità. Definisce anche le lingue d’insegnamento e le possibilità di recupero del tedesco e del francese per i giovani che vogliono iscriversi nella scuola. Infine definisce anche le materie del “corso preparatorio” di un anno. Peraltro, sebbene il regolamento non lo dica esplicitamente, sono ammesse anche le donne (la prima iscrizione di una donna risale al 1871).
Decreto legislativo del 19 maggio 1840 sulle scuole di disegno
Con questo decreto il Gran Consiglio dà l’avvio alla fondazione di un tipo di scuole professionali che avrà molto successo in Ticino: le scuole di disegno. Si tratta di scuole che danno una preparazione professionale. Gi previste dal regolamento scolastico del 1832 (vedi) ma mai attuate, queste scuole iniziano dunque a esistere sostanzialmente a partire da quest’anno. Il decreto regolamenta tra altre cose anche l’importo della tassa scolastica, il finanziamento del salario dei maestri e la sorveglianza del buon funzionamento delle scuole.
Decreto nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 71-74)
Circolare del 18 marzo 1840 (visite nelle scuole)
Questa circolare, firmata da Stefano Franscini come molte altre del periodo, è una sorta di promemoria per gli ispettori per le loro visite.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 67-70)
Circolare del 27 ottobre 1837 (scuole minori e maggiori)
Questa circolare mette a punto un altro tassello molto importante nella costruzione del sistema scolastico ticinese: l’organizzazione in scuole elementari minori e maggiori. La circolare definisce però anche con dovizia di particolari doveri e ruoli dei vari attori della scuola pubblica di quegli anni (parroci, ispettori, municipi) e definisce una serie di aspetto fondamentali per il funzionamento delle scuole (calendario scolastico, tirocinio dei docenti appena formati, esami, libri di testo).
Circolare del 10 luglio 1837 sulla Scuola di metodica
Con questa circolare il Consiglio di Stato annuncia l’apertura dei corsi di metodica per maestri. E’inizio della formazione dei docenti in Ticino, con una scelta di fondo che è ispirata al modello austriaco delle Scuole normali. Tale modello ispirerà la formazione dei docenti in Ticino fino all’apertura della Scuola magistrale nel 1873.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 38-42)
Circolare dell’8 ottobre 1836
Questa circolare del Consiglio di Stato affronta in particolare questioni legate al sussidio cantonale per le scuole comunali e al canone delle materie d’insegnamento nella scuola pubblica.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 29-37)
Circolare del 3 ottobre 1835
Con questa circolare il Consiglio di Stato cerca di regolamentare in particolare la questione del sussidio cantonale ai Comuni, gli onorari da corrispondere ai maestri e la questione, molto delicata in questa prima fase dell’evoluzione della scuola ticinese, dei libri di testo.
Circolare nella raccolta generale delle leggi del 1840 (pp. 22-28)
Due testimoni di una materia oggi dimenticata: i trattatelli agricoli di Antonio Fontana (1823) e Giorgio Bernasconi (1849)
Oggi l’agricolture non è più una materia scolastica, anche se all’epoca dell’Outdoor education si nota un certo interesse per le attività all’aperto. Può allora destare un certo interesse che nella prima metà dell’Ottocento l’agricoltura faceva parte del curricolo scolastico. Si insegnava, come si insegnavano lettura, scrittura e calcolo. In Ticino di questa importanza della materia testimoniano due manuali. Il primo, il Trattenimento di lettura pei fanciulli di campagna, pubblicato nel 1823, è dell’abate Antonio Fontana, un ticinese che aveva fatto carriera nell’amministrazione scolastica della Lombardia austriaca. Il libretto è un curioso tentativo di coniugare le esigenze del libro di letture con quelle della formazione attraverso una sorta di catechismo agricolo. Anche se il testo non ne fa menzione, si ha la sensazione che è rivolto soprattutto ai bambini delle scuole maschili. Il secondo, del sacerdote Giorgio Bernasconi, si intitola Orticoltura per le scuole ticinesi ed è del 1849. Un piccolo trattatello di orticolotura, rivolto in particolare alle bambine delle scuole elementari, che il testo vuole in tal modo preparare al loro ruolo di future madri di famiglia.
