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La pedagogia graduale (Stufenpädagogik) di Theodor Wiget

Die formalen Stufen des Unterrichts (“I gradi formali dell’insegnamento”) è il capolavoro del pedagogista sangallese Theodor Wiget, che dal 1880 al 1889 era direttore della Scuola magistrale di Coira. Formatosi alla scuola pedagogica tedesca di Tuiskon Ziller, Wiget ha imposto con notevole coerenza la pedagogia graduale di quest’ultimo anche in Svizzera, insieme ad altri pedagogisti “herbartiani” come François Guex di Losanna. Il modello zilleriano venne introdotto così anche nel Grigioni italiano, attraverso la notevole opera di mediazione e traduzione dell’ispettore scolastico Silvio Maurizio. In Ticino invece si preferì  il cosiddetto “metoto intuitivo”, anche se la vicedirettrice della Scuola normale femminile, Martina Martinoni (in carica dal 1893 al 1912), era una fervente sostenitrice del metodo zilleriano.

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“Notizie sui principi pestalozziani” di Giuseppe Curti (1876)

Giuseppe Curti (Pambio-Noranco 1811 – Cureglia 1895) è stato uno dei grandi uomini del liberalismo ticinese e nel contempo un importante uomo di scuola. Presso il liceo cantonale di Lugano è ricordato come docente di francese e tedesco (lingua per la quale ha pubblicato anche un manuale di fondamentale importanza). Dal 1846 al 1848 è stato Direttore della pubblica educazione. In tale veste è autore di  documenti che hanno segnato la storia della scuola ticinese. Il Curti è anche autori di numerosi libri scolastici

Nel 1876 pubblica una biografia di Pestalozzi che è importante soprattutto per il secondo capitolo (pp. 58-102), Notizie sui principi pestalozziani e sulla loro applicazione nella istruzione elementare, una sorta di manifesto di quello che nei successivi tre decenni si chiamerà, nei programmi scolastici e nella letteratura pedagogica ticinese, il “metodo intuitivo”. 

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il “metodo intuitivo” è, in realtà, la variante locale di una corrente pedagogica più ampia diffusa in tutta l’Europa. In Svizzera, ma non solo, uno dei punti di riferimenti di questo metodo è Pestalozzi, l’altro invece è Girard, di cui alla fine dell’Ottocento cominciano a circolare nuove edizioni. Nella Biblioteca della Scuola normale di Locarno si trovava la traduzione del Bencivenni (testo in pdf), edita da Paravia nel 1890.  

Quella per il “metodo intuitivo” come una sorta di pedagogia nazionale è una battaglia di idee, e come tale ha avuto una ricca pubblicistica in suo appoggio. Un esempio è questo opuscolo di Luigi Colombi di cui abbiamo trovato una copia nella Mostra scolastica permanente a Zurigo. 

Pedagogia e Didattica di G.A. Lindner (traduzione italiana del 1879)

Gustav Adolf Lindner (Roždalovice/Boemia 1828 – Praga 1987) era uno dei più importanti pedagogisti dell’Impero Austro-ungarico nel secondo Ottocento. Per la formazione degli insegnanti aveva pubblicato una “Allgemeine Erziehungslehre” e una “Allgemeine Unterrichtslehre”, vale a dire una Pedagogia e una Didattica. La traduzione delle due opere appare, a opera di un docente triestino, nel 1879 a Vienna.

Non è un caso che la Biblioteca del DFA ne conservi ben due copie: come veniamo a sapere dal Programma esperimentale per l’insegnamento nelle Scuole normali del 1893, Pedagogia e Didattica del Lindner figuravano tra i libri di testo della Scuola normale cantonale di Locarno.

Pedagogia del Lindner in pdf

Didattica del Lindner in pdf

Una traduzione milanese del “Metodo” di Bell/Lancaster (1816)

Il giovane Canton Ticino non ha mai prescritto il “mutuo insegnamento” come metodo nelle sue scuole. Vi era però un vivo interesse per questo approccio all’insegnamento (anche da parte di Stefano Franscini), e quindi è probabile che questa traduzione dei suoi testi fondanti, stampata a Milano nel 1816, abbia avuto una discreta circolazione anche in Ticino.

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“Per i nostri cari bimbi”(1898): il primo manuale per gli asili ticinesi

“Raccomandata dal Lod. Dip. di Pubblica Educazione”, questa opera è il primo testo per gli asili del Canton Ticino e va letta nel contesto dei primi programmi degli asili ticinesi, dell’anno precedente. L’autrice, Lauretta Rensi-Perucchi, dal 1897 al 1907 è stata la prima ispettrice degli asili del Cantone.

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Lauretta Rensi-Perucchi è stata un personaggio importante per la storia del nostro Cantone anche al di là della sua funzione. Nel 1956 Ernesto Pelloni le dedica una biografia che oggi va letta con spirito critico ma fornisce un’idea di come il percorso intellettuale della Rensi-Perucchi tra Italia e Svizzera venisse seguito con interesse anche in Ticino.

Due manuali di ginnastica femminile di Felice Gambazzi (1899 e 1902)

In Svizzera, intorno al 1900, la ginnastica era essenzialmente una questione di addestramento della gioventù maschile (i futuri soldati). Tuttavia, come dimostrano questi due manuali di Felice Gambazzi, maestro di ginnastica alla Scuola normale, vi era già un interesse per la ginnastica delle ragazze, mosso da un interesse per il loro sviluppo psicofisico e la loro salute.

Il manuale del 1899

Il manuale del 1902

Manuale di ginnastica del 1898

“Approvato dal Consiglio federale il 6 maggio 1898”, questo manuale è un esempio di come l’educazione fisica fosse una materia molto particolare: era infatti oggetto di regolamentazioni federali e non di esclusiva competenza dei Cantoni. Da notare che l’educazione fisica riguarda solo i ragazzi (dai 10 ai  16 anni), per i quali è infatti propedeutica all’istruzione militare (dai 16 ai 20 nelle scuole superiori o  di ripetizione).

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Regolamento scolastico del 1879

Questo regolamento, come anche la legge e i programmi scolastici dello stesso anno, è frutto della politica del cosiddetto “Nuovo indirizzo” (conseguente all’arrivo al governo del Partito cattolico-conservatore). Non a caso l’abbiamo riprodotto da un volumetto che riproduce Legge, Regolamento e Programmi in un’unico documento. Il Regolamento riguarda soprattutto questioni legate agli arredi delle scuole, ai doveri dei docenti e al ruolo degli ispettori, ma anche all’organizzazione delle scuole di ripetizione.

Regolamento in pdf (da p. 37)

Programmi della Scuola normale del 1903 (e modifiche del 1907)

Questo documento segna la definitiva conversione della Scuola normale ticinese alla moderna pedagogia. Non a caso nella prefazione si fa riferimento al volume di Luigi Credaro, La pedagogia di Herbart (1900): il pedagogista italiano e futuro ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia era stato per diversi anni esperto esterno agli esami a Locarno.

Proponiamo qui il documento del 1903 e una sua successiva riedizione (identica) del 1912  (riprodotta con OCR). Quest’ultima contiene anche le modifiche che il Consiglio di Stato ha apportato nel 1907.

Programma del 1903 in pdf

Ristampa del 1912 con allegato sulle modifiche del 1907 (con OCR)