Il programma per attività manuali nella scuola elementare e nella scuola maggiore, del 1923, è un importante tentativo di arricchire la scuola ticinese di questa dimensione, tipica dell’attivismo pedagogico. L’indicazione del programma – ufficialmente indicato come sperimentale – è di “permeare sostanziosamente tutta la vita scolastica” di un’attenzione alla manualità e alla creatività, con precise indicazioni su come questo possa avvenire nelle discipline della griglia oraria.
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Programma per le scuole elementari del 1936
Il programma per le scuole elementari e maggiori del 1936 è frutto di una profonda revisione dei piani di studio, per la quale le autorità cantonali si ispirano esplicitamente alle raccomandazioni che un anno prima aveva espresso, in una relazione commissionatagli dal Consiglio di Stato, il pedagogista italiano Giuseppe Lombardo Radice. Il programma prescrive le seguenti materie: italiano, calligrafia, storia, educazione civica, buone maniere, igiene, geografia, matematica, scienze, economia domestica, educazione fisica, educazione musicale, educazione visiva, educazione tecnica e manuale, disegno tecnico, recitazione e attività ricreative. Il programma non prescrive libri di testo. Scritto per una scuola mista, esso differenzia per genere per ciò che concerne l’economia domestica (fornendo indicazioni precise per le classi maschili e quelle femminili).
Programma delle scuole elementari del 1879
Questo programma, frutto della legislazione scolastica del “Nuovo indirizzo” (successivo all’arrivo al governo del Partito cattolico-conservatore), sarebbe rimasto in vigore sino all’approvazione del programmi del 1894.
Il documento prevede le seguenti materie: religione, italiano, latino, storia, educazione civica, buone maniere, igiene, geografia, matematica, economia domestica, educazione fisica, educazione musicale, educazione tecnica e manuale, economia (computisteria). Non prescrive libri di testo. Pensato nella logica di una scuola scuola mista, il documento è unico per scuole maschili e femminili (anche se in molti Comuni esistono ancora scuole separate per sessi). Differenzia per genere solo per le cosiddette materie maschili e femminili, in particolare i lavori domestici per le fanciulle.
Programma delle scuole minori del 1867
Il programma delle scuole minori, del 1867 (grado di scuola primario), sostituisce quello del 1857. Esso è frutto dello sforzo legislativo culminato nella legge scolastica del 1864. Le materie che prescrive sono le seguenti: religione, italiano, storia, educazione civica, buone maniere, igiene, geografia, matematica, educazione musicale, agricoltura. Il programma prescrive dei libri di testo. Trattandosi di una scuola mista, esso differenzia per genere nelle seguenti materie: lavori femminili, economia domestica e civica.
Programma per le scuole elementari del 1857
Il programma per le scuole elementari del 1857 (grado di scuola primario), è del periodo 1830-1878. Le materie che prescrive sono: religione, italiano, calligrafia, storia, educazione civica, buone maniere, matematica, economia domestica, educazione musicale, educazione tecnica e manuale, agricoltura. Il programma prescrive libri di testo. Pur essendo programma di una scuola mista, differenzia tra generi nelle seguenti materie: economia domestica, agricoltura e istruzione civica.
Programma delle scuole elementari del 1894
Questo programma segna da molti punti di vista una svolta nella storia della scuola ticinese. Con questo documento fa il suo ingresso la pedagogia come disciplina accademica di riferimento nei programmi scolastici in Ticino. Opera del vicedirettore della Scuola normale, Francesco Gianini, e improntato al pensiero pedagogico del “metodo intuitivo”, il programma è oggetto di un’intensa attività di promozione e formazione presso i docenti del Cantone, anche attraverso la pubblicazione di programmazioni-tipo e di articoli nella stampa pedagogica. (Vedi in questo sito la pagina dedicata alle pubblicazioni pedagogiche del Gianini.)
Tra le molte originalità del programma possiamo far notare un canone delle materie diverso da quello tradizionale (ad esempio la calligrafia è abbinata al disegno) e un’idea di curricolo inter- e transdisciplinare di notevole modernità per l’epoca.
La diffusione di quanto richiesto dal nuovo programma non doveva essere facile, come dimostra tra l’altro una guida proposta ai docenti dalla loro associazione professionale, la Federazione dei docenti ticinesi.
