Archivi categoria: educazione morale

Programmi del seminario di Pollegio (1904)

Questo documento ci dà un’idea di quella che era la formazione dei futuri sacerdoti in una scuola che sottostava all’autorità del vescovo, fornendo una cultura ginnasiale a quei ragazzi che poi avrebbero proseguito gli studi superiori in vista del sacerdozio. E’ di un certo interesse confrontarlo con i programmi dei ginnasi statali dello stesso periodo, se si vuole comprendere la “cultura scolastica” di un ambiente certo minoritario ma che ha pur sempre inciso sulla formazione di una parte della popolazione ticinese. 

In appendice, il documento contiene anche un regolamento su aspetti quali l’ammissione, le rette, la vita nel seminario. 

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Decreto sugli esami di patente di Scuola maggiore (1939)

Il decreto contribuisce a rendere più chiari i criteri di valutazione necessari per diventare docente nella “nuova” Scuola maggiore, nata nel 1923 e riformata nei suoi programmi pedagogici nel 1936. Sono in questo senso un tassello importante nel percorso che dà a questa scuola una sua fisionomia e peculiarità che sarebbe durata fino alla confluenza delle scuole maggiori nella Scuola media.  Da notare che tra le materie obbligatorie d’esame c’è il francese, che appena tre anni prima è diventato lingua obbligatoria nelle Scuole maggiori. E’ da qui che prende avvio una centralità del francese nel curricolo linguistico della scuola ticinese che dura fino ad oggi. 

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Programma esperimentale per la Scuola normale (1893)

Il documento contiene i programmi per le Scuole normali maschile e femminile ed è del periodo in cui la Scuola normale stava vivendo un importante processo di rinnovamento. La scuola maschile era diretta, fino al 1900, dal sacerdote Luigi Imperatori il quale, coadiuvato dal vicedirettore Francesco Gianini che era anche il professore di didattica, stava dando alla scuola di formazione dei docenti in Ticino l’impronta di un istituto all’altezza di un periodo di grandi riforme pedagogiche.  Analogo discorso si può fare per la Scuola normale femminile diretta per un ventennio (fino al 1912) dalla direttrice Martina Martinoni, senza dubbio una figura di spicco della scuola ticinese tra Otto- e Novecento. 

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Pedagogia e Didattica di G.A. Lindner (traduzione italiana del 1879)

Gustav Adolf Lindner (Roždalovice/Boemia 1828 – Praga 1987) era uno dei più importanti pedagogisti dell’Impero Austro-ungarico nel secondo Ottocento. Per la formazione degli insegnanti aveva pubblicato una “Allgemeine Erziehungslehre” e una “Allgemeine Unterrichtslehre”, vale a dire una Pedagogia e una Didattica. La traduzione delle due opere appare, a opera di un docente triestino, nel 1879 a Vienna.

Forse non è del tutto casuale che su una delle due copie conservate a Locarno vi sia il timbro “Repubblica e Cantone del Ticino. Direzione della Pubblica Educazione”: il governo del “Nuovo Indirizzo” cercava evidentemente modelli culturali e pedagogici anche fuori dal Regno d’Italia.

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Programmi della Scuola normale del 1903

Questo documento (che qui riproduciamo in un’edizione del 1912) segna la definitiva conversione della Scuola normale ticinese alla moderna pedagogia. Non a caso nella prefazione si fa riferimento al volume di Luigi Credaro, La pedagogia di Herbart (1900): il pedagogista italiano e futuro ministro della pubblica istruzione del Regno d’Italia era stato per diversi anni esperto esterno agli esami a Locarno.

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Programma per le scuole complementari (1907)

Istituite con decreto 13 novembre 1901 (lo stesso che istituì anche le scuole di ripetizione, cfr. Decreto sulle scuole di ripetizione), le scuole complementari stanno a metà tra le scuole di ripetizione e quelle che nel 1923 sarebbero diventate le Scuole maggiori. Devono assicurare una formazione che va oltre la sola istruzione elementare a quella parte dei giovani (maschi) che non si iscrivono né nella formazione professionale né in una formazione di cultura generale (ginnasio).

Non è senza interesse il libro di testo proposto per questo ordine scolastico, adattamento di quello della Svizzera romanda.

(L’estrema lungimiranza dei legislastori del periodo fransciniano si riconosce dal fatto che già nel 1838 essi avevano voluto organizzare, con scarso successo, questo tipo di scuola per il consolidamento delle abilità apprese, cfr. la Circolare 18 ottobre 1838. Da notare che  questo tipo di scuola è sempre stato pensato per la sola popolazione maschile.)

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