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L’orientamento professionale negli anni ’20: gli Atti del Congresso di Locarno del 1926

L’11 ottobre 1926 si tenne a Locarno un importante convegno che coinvolse numerosi attori della formazione professionale, dalle scuole professionali presenti ai datori di lavoro, ma anche relatori come il medico cantonale o il responsabile dell’orientamento del Cantone di Basilea-Città. Pubblicati nel 1927, gli Atti forniscono uno spaccato interessante dei punti di vista e delle idee sulle idee che allora si avevano del ruolo che ragazze e ragazzi avrebbero assunto nella società, del modo in cui li si sarebbe orientati perché trovassero quella posizione e sulle politiche da mettere in atto in termini di offerta formativa. 

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Programmi per le scuole normali (1885)

Dopo i programmi sperimentali del 1873, la Scuola normale (maschile e femminile) ottenne con questo programma il suo primo piano di studio. Emanati appena due anni dopo che il Regno d’Italia si era dato i programmi Baccelli del 1883 questi programmi portano tuttavia un’impronta più conservatrice essendo opera del governo conservatore del “Nuovo indirizzo”. Saranni sostituiti pochi anni dopo dai programmi del 1893. Nel documento troviamo il programma e la griglia oraria sia della Scuola normale maschile che di quella femminile.

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Regolamento e programmi dei ginnasi e delle scuole industriali (1855)

Con questo regolamento viene organizzato un settore di scuole postelementari che dovevano contribuire a dare una possibilità di istruzione superiore (in parte con finalità professionalizzanti) a molti giovani (di sesso maschile: l’istruzione professionale per le donne vedrà la luce solo alcuni decenni più tardi). Il regolamento contiene dettagliate disposizione sul funzionamento delle direzioni, sul ruolo dei docenti, su diritti e doveri degli studenti e sulle condizioni di ammissione alle scuole. Infine indica anche le materie d’insegnamento. 

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Un esempio precoce di orientamento professionale: “Le vie del successo di Brentani/Baer” (1917)

In un certo senso, questo manuale, che il direttore dell’Ufficio della formazione professionale, Luigi Brentani, traduce dal tedesco per metterlo a disposizione del settore delle scuole professionali e della formazione degli apprendisti in Ticino, è il primo documento nel quale veniamo a sapere qualcosa sulla formazione “duale” che pure tanta importanza ha nel nostro sistema educativo. Non a caso, come chiarisce il curatore/traduttore nell’Introduzione, il testo è il risultato di un concorso indetto da una grande azienda in Svizzera tedesca.

Il testo (che qui pubblichiamo nella terza edizione del 1923) rimarrà in uso a lungo, anche perché solo due decenni più tardi le autorità cantonali pubblicheranno testi più aggiornati di orientamento professionale. Il volumetto affronta tutte le problematiche cui va incontro il giovane (o la giovane) che vuole imparare un mestiere, dalla ricerca di un posto di tirocinio ai saperi necessari per imparare la professione. Troviamo anche lettere-modello per domande d’impiego e informazioni sull’organizzazione delle formazioni professionali in Ticino tra le due Guerre mondiali.

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Programmi per il ginnasio, le scuole tecniche ed i corsi del liceo (1895)

Il documento sostituisce quello precedente del 1886. Da notare che il programma è pensato organicamente per questi tre tipi di scuole del secondario I e II, come a indicare che esse formano in comune un settore di scuole non obbligatorie e postobbligatorie, distinte dalle scuole elementari elementari minori e maggiori, ma anche dalle scuole di disegno.

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10 anni dopo l’emanazione del programma, e in seguito alla costruzione del nuovo Palazzo degli studi a Lugano (tuttora sede del liceo), il direttore Giovanni Ferri pubblica un dettagliato rendiconto dell’attività che dà un’idea molto precisa dello stato della scuola, dal numero di studenti alla composizione del corpo docenti, dalla griglia oraria . Proprio in quel periodo (nel 1904) erano state ammesse anche le prime ragazze.

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